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17 novembre 2008

Obama, il nuovo presidente degli “invisibili”


Barack Obama sceglie YouTube per diffondere il suo messaggio settimanale ai cittadini americani, sostituendo a tutti gli effetti la televisione i media. Obama si proclama la guida dell’ideologia del World Wide Web, che in reltà non rappresenta altro che una ragnatela su cui il ragno tesse il suo potere.

Mentre tutti noi credevamo che gli Stati Uniti fossero sull’orlo del fallimento, persi nel baratro dei loro debiti, i poteri invisibili che si nascondono dietro al Governo americano si sono già attivati per rilanciare il "new deal". Sono già in atto strategie e sotterfugi per evitare di pagare un debito che ha raggiunto livelli inestimabili, come quelle di non riconoscere più i documenti da loro stessi firmati. Un rischio che è stato in qualche modo ventilato durante i colloqui del G20, come si può intendere facilmente dalle parole dei Sarkozy e Berlusconi, i quali ricordano che l’America non deve sottrarsi alle sue responsabilità nella crisi finanziaria che ha colpito l’intero sistema economico mondiale. L’America, anche se avrà un nuovo Presidente, ha sempre gli stessi problemi, lo stesso sistema di potere legato a sua volta ad entità che reggono i pezzi di questa potenza in frantumi. Così mentre George Bush è divenuto il capro espiatorio della crisi USA, Barack Obama viene proclamato come la guida di una rivoluzione possibile, della democrazia diretta nata dall’ideologia del World Wide Web, che, come abbiamo sempre spiegato, non rappresenta altro che una ragnatela su cui il ragno tesse il suo potere.

Con Obama siamo entrati ufficialmente nell’era della "rete", in cui le entità invisibili stabiliscono le nuove regole, abbandonando nel fallimento le vecchie convinzioni, che ormai non hanno più credibilità. Il nuovo mondo sarà questa realtà sintetica, fatta di avatar e piattaforme virtuali, costruita sui nuovi media di Google e You Tube, e il nuovo sistema economico costituito sulla monetica, le unità intellettive, e le attività virtuali. Le nuove nazioni saranno costruite da social forum, le nuove entità costituite attraverso i server e le nuove galassie all’interno del cyberspazio. Molti tuttavia ignorano la pericolosità di questo sistema, che divide nettamente la parte materiale da quella immateriale dell’economia, considerando che il mondo occidentale ha investito il 98% nelle sue risorse nel sistema materiale garantito dall’equilibrio di domanda e offerta. Al contrario, lo sviluppo dell'internet si basa sul proliferare di utenti e sull'accesso alla rete, senza alcuna regolamentazione che garantisca che la struttura virtuale sia una perfetta immagine speculare dell’apparato economico: siamo dinanzi alla più grande usura criminale mai esistita.

Per lanciare il nuovo sistema, viene presentato al mondo intero il Presidente globale, che sceglie di intervenire, per la prima volta, dinanzi ai rappresentanti dei più importanti Stati del mondo utilizzando You Tube. Una scelta del tutto politica, dettata non solo da una mera sponsorizzazione nei confronti di un sostenitore della campagna elettorale, quale è stato appunto Google - a dispetto del fatto che Obama dice di non avere dietro di sé lobbies - ma dall’intenzione di legittimare la moderna e "giovane" classe politica, che usa i nuovi strumenti di telecomunicazione, rivolgendosi ai cybernauti e non al tradizionale pubblico mediatico. Non sceglie così la CNN, bensì You Tube, il grande network e monopolista delle pubblicazioni video, divenuto ormai il media della cyber-generation. Lancia così il messaggio della sua grande "rivoluzione", che cambierà il mondo e cancellerà addirittura delle "inutili" riunioni tra i grandi del mondo, che creano caos e un grande spreco di risorse. Mentre alcuni scrivono "Obama predica l'avvento delle reti sociali e della democrazia diretta", noi affermiamo che non crediamo nelle rivoluzioni dal basso fatte grazie alla multinazionale "Google". Il concetto è che Obama, dopo la sua emersione dal basso, è stato comunque finanziato e adesso anche lui vuole fare l'uomo della svolta. Ma prima deve pagare i debiti, dichiarare la falsità dei Bond del Tesoro Americano che hanno impestato le tesorerie degli Stati, fermare la stampa illegale dei dollari e ammettere che il suo sistema economico è fallito.

Come la caduta del comunismo ha causato il fallimento di interi continenti, così il crollo del capitalismo e l’avvento della società virtuale, dovrà portare ad un reale del passato. Senza questa fase di purgatorio, sarà inutile proclamare la nuova era: internet è la gente, You Tube non è democrazia, ma un network accentrato nelle mani di pochi, un mezzo per monopolizzare gli stessi media, dalle radio ai giornali. You Tube è un sistema dove individui sconosciuti applicano la censura a loro piacere, è una società privata, che paga le tasse come tutti, ha un proprietario e un consiglio di amministrazione. Perché definire You Tube una democrazia, se in realtà la democrazia è una struttura di potere, che nei fatti non esiste, bensì esistono le società, gli usi e costumi, e la rivoluzione non ha mai cambiato l’aspetto sostanziale di una nazione, la cui evoluzione dipende dalla fede, dalla cultura e dalle risorse economiche. In realtà, i rivoluzionari che sono su You Tube sono tutto all'infuori di essere rivoluzionari, sono i soliti "utili idioti" che non fanno altro che contribuire al rafforzamento di questa nuova società. Grazie a loro, stanno costruendo una nuova società e una nuova religione, senza eserciti o bombe, ma con leggi scritte in America ma applicate in tutto il mondo. È chiaro che l’effetto sarà quello di far credere al popolo di aver scelto il proprio destino, quando in realtà lo si è reso solo partecipe di un grande cinema, la sua trama è stata già scritta.

Non si può illudere fino a questo punto le persone: predicare la rivoluzione basandosi su di un concetto sbagliato è pur sempre un reato, o meglio un crimine invisibile. Ciò che rende You Tube speciale da ogni altro sito è senz’altro il suo essere globale, ma rappresenta pur sempre una struttura informatica leader, che oggi non teme rivali, e può essere definita già un "gruppo di potere", al pari dei "Banchieri" e delle "massonerie" di cui tanto si parla. Da un certo punto di vista, è più facile per la controinformazione demonizzare Bush, affermare che un Presidente americano ha bombardato Paesi in nome del terrorismo, e non ammettere che è il "sistema America" ad aver dichiarato guerra al mondo. Bisogna avere memoria, e ricordare ciò che è stato fatto in Vietnam, Iraq, Serbia e Kosovo, ed ogni volta vi è stato un Presidente diverso che ha fatto la stessa scelta. Obama non è "il nuovo", ma è semplicemente espressione di ciò che hanno creato in America in questi ultimi anni, ossia una nazione virtuale che si proclama ancora una volta una democrazia, come è accaduto secoli fa. Il web non è un pianeta sconosciuto, ma l’immagine della nostra società che può essere manipolata più facilmente e quando si vuole: è lo splendido coronamento del grande progetto degli invisibili, che sono riusciti finalmente a nascondersi dietro ad uno specchio.

L’America è fallita e dovrebbe avere almeno il coraggio di ammetterlo come fece la Russia, che accettò la derisione l’umiliazione per riprendersi. Ora non sarà certo il Presidente Obama a cancellare la memoria dei serbi, degli iracheni e degli afghani, non sarà certo lui a cambiare gli equilibri su cui si basa l’attuale geopolitica. Se oggi fa finta di ignorare il Capo di Stato italiano, mostrando indifferenza, un domani non avrà certo lo stesso atteggiamento nel chiedere le basi del Mediterraneo per bombardare un altro Stato. Chissà se Barack Obama, il Presidente degli invisibili, sarà capace di contrastare il sistema delle lobbies, di sfogliare gli scritti di Tesla, oppure rimarrà solo un simbolo dei poveri, di cui vuole cambiare il mondo ma non ha un esercito.